domenica 19 marzo 2017

La vostra guarigione va molto più in profondità e più lontano nel tempo e nello spazio di quanto possiate immaginare. Camminare e abbracciare le vostre emozioni porta la guarigione non soltanto del vostro cuore ma anche del cuore degli avi che vi portate dentro. I vostri genitori, i vostri nonni e tutti i vostri antenati non vi hanno trasmesso soltanto il loro amore e la loro speranza, ma anche le ferite dei loro cuori. L’amore, la gioia, la paura e la rabbia che sperimentate non sono soltanto vostre ma anche loro. Quando siete in grado di tornare nella casa del vostro corpo, della vostra mente e del vostro respiro, riuscite a sentire molto da vicino la presenza dei vostri avi ed entrate in contatto con la loro gioia e il loro amore dentro di voi. Quando riuscite a sorridere, loro riescono a farlo. Quando riuscite a fare un passo pacifico e amorevole, loro riescono a farlo insieme a voi. Quando riuscite a guarirvi, iniziate a guarire anche loro. E quando le origini e la natura delle vostre ferite vengono comprese e trasformate, siete in grado di trasmettere quella comprensione e quella guarigione ai vostri figli, ai vostri nipoti e alle generazioni future.

(Thich Nhat Hanh)

ho sperimentato il riconciliarsi con parti della propria famiglia d'origine e ho visto i volti e gli occhi delle persone che hanno incontrato,guardato e perdonato parti di sé in figure di antenati..
è un dono molto grande.. 
oggi che è la festa dei papà mi va di ricordare e condividere questo.

mercoledì 2 dicembre 2015

Briciole...


Arriva l'inverno..e con esso si presentano viandanti affamati al nostro davanzale...

giovedì 14 maggio 2015

lettera ad una figlia prima di un battesimo imposto


"Cara figlia mia,
questo sarà un giorno decisamente infausto per me, poiché non sono riuscito ad impedire che tu subissi uno di quei riti con i quali gli uomini pretendono di rinchiudere, chi non ha capacità di discernimento, tra le strangolanti braccia di una religione che si professa unica detentrice della verità ultima delle cose. Con un’arroganza senza pari, una clamorosa ignoranza ed un lungimirante spirito affaristico, semplici uomini, qualche secolo fa, decisero che l’essere umano, fin dalla nascita avesse insito un peccato; un peccato che solo la corrotta fino al midollo chiesa di Pietro può togliere facendo lavare un bimbo di pochi mesi con dell’acqua ‘‘santificata’’ da un uomo buffonescamente vestito, che recita pappagallesche litanie.
Purtroppo, anche io, come te oggi, ho subito quel rito soggiogatore, quel sopruso. Ma il tuo papà ha rovinato i piani a qualche sedicente pastore che voleva un’altra pecora nel gregge, perché a partire da una certa età ha deciso, come pochi uomini nel corso della storia ‘purtroppo’, di andarsi a cercare la verità da solo, senza credere a nessuno, senza affidarsi a ciò che per tradizione è stato tramandato dai vincitori. Nessuno mai ti dirà la verità degli sconfitti, di chi si ribellò a re, dittatori, papi ed immeritevoli detentori del potere; non saprai mai, tranne che tu non ti innamori della conoscenza e vada a cercare, ciò che è stato volutamente nascosto o taciuto.
Sperando che, come sostenevano i latini ,il destino sia (anche) nel nome, ho insistito per chiamarti Aurora Sophia, più che un nome una breve frase che vuol dire Splendente Saggezza, quella che spero acquisirai avvicinandoti senza pregiudizio alcuno a tutte le branche del sapere, alle scienze, alle filosofie, perfino alla parte pura delle religioni, che qualche traccia di verità conservano ancora per chi sa nuotare sotto la superficie delle menzogne studiate a tavolino.
Non devi credere mai ad alcun dogma, figlia mia, ma se mai volessi farlo, mi sento di consigliarti di averne soltanto uno: quello dell’esistenza di un dio e di un mondo oltre quello fisico, ma non perché qualche pseudo dotto dice che sia così, non perché fu scritto nella notte dei tempi su polverosi libri di pietra, ma soltanto perché la presenza di un creato presuppone la presenza di un creatore e perché la presenza di una dimensione solida prevede l’esistenza di una dimensione sottile. Non occorre dare un nome, delle fattezze a Dio; non occorre andare in una chiesa, in una pagoda, in una moschea, in una sinagoga o in un tempio, sei tu il tempio, e rendendoti pura nelle azioni e nei pensieri e cercando da sola la verità senza lasciarti cullare dalle soporifere amache del sapere saputo, ti avvicinerai alla Sua luce; quella che i superstiziosi, gli ipocriti e i dogmatici per convenienza non vedranno per molto, molto tempo.
Non credere mai a chi ti dice di essere detentore di verità; non credere mai a chi ti dice di essere un pontefice tra l’uomo e Dio; non credere neanche a me; rispetta il punto di vista di qualsiasi essere umano, ma non lasciare che ti imponga nulla; sii così coraggiosa da professare sempre i tuoi credo, così aperta da avere il dubbio come compagno, così intelligente da non gettare le perle ai porci, così compassionevole da non pretendere che tutti ti comprendano. Non mi sento di esporti maggiormente il mio pensiero, lo farò quando sarai tu a chiedermelo nel giorno in cui sarai capace di discernere e affamata di conoscenza al punto da avere un simile desiderio.
Il mondo attuale, quello in cui sei arrivata, è impregnato di materialismo. Perfino quel rito che chiamano battesimo, un tempo fatto da uomini consapevoli ed illuminati, oggi è divenuto soltanto un inno alla superstizione ed al consumismo. Riceverai oggetti che raffigurano simboli il cui originale significato è edulcorato, riceverai soldi e oro che un giorno spero userai per comprare libri, studiare e viaggiare per allargare gli orizzonti mentali. Da me riceverai soltanto queste piume d’ala; si tratta di un simbolo che può avere infiniti significati, ma per me, oggi, è il simbolo della liberta che ti avrei voluto donare, la libertà di scegliere e di non subire alcuna imposizione.
Perdonami se non ho lottato, se non mi sono imposto, ma avrei combattuto contro mulini a vento come Don Chisciotte. E non preoccuparti, quel rito non ha nessun potere coercitivo sulle persone, te lo dimostra tuo padre. Mi auguro di cuore che da me tu possa prendere quel sano spirito di ribellione all’ingiustizia, quella voglia di essere vivo originale in mezzo ad un oceano di morte fotocopie, quell’incontenibile fame di conoscenza e verità. Mi auguro che quelle piume appartengano un giorno ad una donna libera, che possa con le sue ali sollevarsi dalle bassezze del mondo e scrutare la vera essenza delle cose. Mi auguro che tu sia un’eretica, ossia una persona che sceglie liberamente il proprio credo ed il proprio destino. Sei in un periodo storico ed in un luogo nei quali, per fortuna, puoi farlo; un tempo quelli come tuo padre venivano torturati e poi arsi sul rogo. Tienilo in considerazione, ed onora la memoria di quei martiri del libero pensiero che proprio per le future generazioni, e quindi anche per te, hanno sacrificato la loro vita. Sono quelli gli eroi, i miti che ognuno di noi dovrebbe avere.
Oggi non ti è stato tolto alcun peccato , perché non ne avevi commesso alcuno, oggi non ti è stata imposta alcuna religione ed alcun marchio, oggi è soltanto uno di quei giorni in cui sei stata costretta ad indossare tuo malgrado una maschera per far sorridere gli spettatori, ma un giorno saprai che fuori dal teatro c’è tutta un’altra storia e che tu sei molto di più di ciò che il mondo vuole farti credere.
Il tuo papà in questa limitata dimensione"
Alessandro Frezza

lunedì 15 dicembre 2014

foto da http://www.ruralpini.it/Alpeggi-Animali_Razze_Bovine_Brina.html
Ho trovato molto interessante questo articolo di  Cecilia Alessandrini sul'Huffington Post di oggi,
ve lo trascrivo, pari pari.

Oggi lascio la parola al mio amico Alessandro Pertosa filosofo, cristiano, anarchico che fa un'interessante riflessione su una via, utopica ma possibile, per sottrarsi alla violenza e al dominio dell'economia. Saranno riflessioni originali e coraggiose come questa a guidarci fuori da questi anni bui.
L'economia è da sempre il luogo in cui vige la regola tremenda del dominio tirannico. Codificata 2500 anni fa da Senofonte, si è manifestata quale spazio in cui una ristretta cerchia di dominatori ha esercitato pressioni dispotiche su masse ampie di dominati. Non si può pensare, quindi, che esistano economie buone da contrapporre a economie cattive. L'economia, di per sé, proprio in quanto economia, è retta dalla razionalità dell'homo homini lupus, persegue il dominio ed è irriformabile. La si immagini, quindi, come un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra. Per salvarsi dalla catastrofe è allora necessario allargare il letto di questo fiume e dar corpo a un pelago tranquillo che non sia soggetto a correnti o a forze catastrofiche. C'è bisogno di popolare l'immaginario di nuove idee, di speranze, di condivisioni, di relazioni comunitarie e non mercantili. C'è bisogno di incarnare personalmente una cultura che sia altra cosa rispetto al pensiero economico. C'è bisogno di nuova linfa e nuova acqua per dar vita ad un mare calmo che propongo di chiamare eutéleia (dal greco εὐτέλεια: frugalità, semplicità, buon mercato; il termine esprime quindi il senso di qualcosa che si fa con misura e senza eccessi, rispettando i limiti e le condizioni naturali).
L'eutéleia è uno scopo libertario a cui ognuno si avvicina con pratiche di decrescita anarchica. L'anarchia e la decrescita sono due filosofie pratiche libertarie, che presuppongono l'esodo dalla razionalità violenta dell'economia. Alla voce "anarchia" (dal greco an arkhein, che significa non principiare, non signoreggiare, non governare) corrisponde una proposta culturale, spirituale e politica, che invita il singolo a rifiutarsi di esercitare un qualsiasi potere dispotico nei confronti dell'altro.
Anarchico è quindi quell'atteggiamento con cui ognuno, per la parte che gli compete, promuove la formazione di uno spazio conviviale, organizzato secondo dinamiche orizzontali e non-violente, che qualificano la narrazione umana in senso inclusivo e comunitario, con l'obiettivo di abbattere gli steccati, utili soltanto a mantenere in vita il dominio dell'élite e la diseguaglianza fra gli uomini.
Con il termine "decrescita" intendo, invece, il progetto rivoluzionario che propone l'uscita dalla razionalità economica della crescita infinita che nutre il capitalismo tecnologico, quel capitalismo che approssima l'umanità alla notte perpetua. E questa notte è il risultato della dismisura, della crescita illimitata, dell'infinito desiderio di scalare la vetta della piramide sociale, per poi dall'alto guardare in piena solitudine, e con malcelato disprezzo, chi non ce la fa, chi è rimasto indietro a leccarsi le ferite.
Ma quando la notte sopraggiungerà, non resterà spazio vitale per nessuno. E comunque già oggi la stessa élite deve fare i conti con una trasformazione epocale. La tecnica è ormai divenuta lo scopo universale dell'agire. Essa schiaccia tutti, dominatori e dominati. E allora se non saremo capaci di trascinare di nuovo la tecnica al suo ruolo di mezzo, detronizzandola, non potremo far altro che attendere la realizzazione di una società distopica. Se vogliamo preservare il cosmo dalla catastrofe dovremo lasciar tramontare l'economia, consentendo l'alba dell'eutéleia. Perché quando la notte sopraggiungerà a ingurgitare tutto l'essere, quando non vedremo più le stelle e quando non resterà più ossigeno da respirare sarà già troppo tardi.
La decrescita anarchica ci salverà, ma questa proposta non vuol essere ideologica (l'ideologia schiaccia dall'alto, costringe), bensì utopica. Sfugge a qualsiasi classificazione e preconcetto. Non dice una volta per sempre come uscire dall'orizzonte economico, non chiede di osservare decaloghi, di rispettare poteri costituiti o vincoli d'appartenenza. L'unica accortezza è quella di sottrarsi alla violenza e al dominio dell'economia. Ma la strada per conseguire il risultato è libera e ognuno la percorrerà nei modi che riterrà più opportuni. In tal senso, allora, la proposta è sia decrescente, sia anarchica.

lunedì 2 giugno 2014

e così...

...è come facciamo gli addii al celibato noialtri...
una brancata di amici,
le Alpi
un fine settimana di fine maggio...
pane, salame, formaggio, polenta e genepì
e lo spettacolo impagabile delle Montagne con l'ultima neve (ancora parecchia per la verità)


Il Rifugio Valasco - Terme di Valdieri


Cinque brutti ceffi


nella neve


Non mi era mai capitato di fare trekking in montagna con così tanta neve..
cosa dire..
uno spettacolo unico..


così come spettacolare era questa polenta integrale..


la discesa corroborata dall'aiutino portato da Paolo (in mano a Fra nella foto)

Beh, che dire? grazie amici..

giovedì 6 marzo 2014

Consiglio di lettura

http://pascolovagante.wordpress.com



È un po' che conosco questo blog.
L'altro giorno, ho iniziato a rileggermi tutti i post sul treno ( grazie al furbofono) e per una di quelle strane coincidenze che capitano di tanto in tanto, alla sera sono venuto a sapere del passaggio, dalle nostre parti di un gregge vagante (600 capi circa)
Mi é difficile spiegare quel che provo quando leggo o sento queste storie, io figlio e discendente di pastori emigrati dalla sardegna a causa della scarsitá di pascolo... Queste donne e questi uomini che contro tutto e tutti continuano a portare avanti il lavoro forse più antico del mondo, spinti da una enorme passione, col solo desiderio di essere lasciati liberi di poter continuare a fare il loro lavoro. Queste persone per me sono degli eroi. 
Mi rendo conto di quanto sia difficile per chiunque capire perchè una persona decida di rinunciare a tutto (feste, ferie, un tetto e un lavoro di 8 ore e uno stipendio) ma se solo aveste visto brillere gli occhi di mio papà o di mio zio davanti ad un gregge, non avreste bisogno di altre parole.
La mia è la prima generazione della mia famiglia che non ha praticato la pastorizia. Un cugino (antonio) ha ricominciato da un po'.. Io, se gli dei mi assisteranno, voglio provarci.
Un abbraccio grande a tutti i pastori, e un augurio di trovare sempre erba verde e sostanziosa.

mercoledì 6 novembre 2013

VALLE BORMIDA PULITA



"Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque."


Oggi voglio raccontarvi una storia.
Lo faccio un po' a modo mio, 
 io non son buono a scrivere, 
io disegno, 
scrivere non mi vien bene, 
mi vengono in mente delle immagini ed allora è come avere  tante frasi. 

corte. 

con un punto alla fine di ognuna. 

come fa quell'abbelinato di baricco.

Si parte da lontano con la storia di una valle che lotta e si riprende il suo fiume
e si arriva alla stessa valle a cui vogliono fregare l'acqua
Se ne volete sapere di più andate qui



ecco la storia.


C'era una volta una valle.
C'era un imprenditore che aveva un'idea; produrre dinamite.
La fabbrica ottenne l'autorizzazione nel 1882.
C'era una volta una valle che aveva lo spazio per costruire una fabbrica e la giusta dose di miseria per garantire la manodopera all'imprenditore.
C'era una volta un fiume “rosso come il sangue raggrumato”
C'erano pomodori che sapevano di fenolo, vino che sapeva di fenolo, pesci al piombo e nebbia acida che ti bruciava i polmoni.
C'era tanta gente in quella valle, e tanti sono morti, chi in fabbrica e chi fuori..
C'erano politici che erano disposti a mettere a repentaglio il bene pubblico per il guadagno di un privato..
Una valle, migliaia di vite umane, diosolosa quanti animali e piante annientati. Per il profitto.
Poi ci fu la lotta.
Dapprima pochi contadini contro la fabbrica
Poi operai a favore della fabbrica
poi operai contro contadini
poi non erano mica solo più pochi contadini, eran tanti
e agli operai non gli son bastate le pietre per fermarli

Oggi la fabbrica è chiusa e il fiume è rinato.
Perchè si è lottato, e si è vinto...
Ma
C'è anche un ma....
C'é un'autorizzazione concessa 120 anni fa e una fabbrica chiusa da 13 anni
E c'è un fiume dove basta scavare un po' sulla riva per risentire l'odore di fenolo e compagnia bella.


Oggi.

C'è la stessa valle.
Un po' più a valle.
C'è il vino buono, i centri benessere, i resort, i B&B, i cantinieri all'ultima moda coi SUV e la piscina, 
ci sono i vecchi contadini che fanno il vino vecchia scuola, i trifulau, le formagette, gli orti i campi i boschi e le vigne.
C'è l'UNESCO che dice che vuole fare di quel territorio un “patrimonio dell'umanità”
C'è l'acqua. Acqua calda, acqua fredda, acqua curativa.
E acqua buona da bere. Ce n'è tanta sottoterra che è diventata una Riserva di Interesse strategico.
Ci sono 200000 persone che la bevono e la berranno ancora i nipoti dei loro nipoti.
Forse.
Perchè c'è una ditta.
Di Parma.
Riccoboni SpA.
Che ha portato le terre della Stoppani (quella del mare fuchsia a Cogoleto) in Andalusia.
Che vuole “ripristinare paesaggisticamente” una cava dismessa.
Ci sono il Cadmio, il Mercurio, il Cromo, i solventi industriali, diosolosa cosa.
Basta che non siano tossici o radioattivi non sono pericolosi, dicono...
Poi c'è il COCIV
Che vuole bucare una montagna per farci passare un treno, veloce dicono.
Che si porterà via le sorgenti di quella montagna e il suo paesaggio.
Che tirerà fuori dalla montagna milioni di metri cubi di roccia all'amianto impastata con solventi da scavo.

Dice buttiamo tutto nella cava.
E poi
Ci sono professori che dicono che il terreno NON è impermeabile
Che dai rifiuti scende il percolato...
(in Valbormida quando sentiamo la parola "Percolato" ci si gela il sangue nelle vene)

ci sono amministratori che dicono di si
altri che dicono di no
poi quando votano votano "forse"


Ma fuori della cava c'è ancora tutta quella gente.
Quella del fiume rubato.
Quella che se l'è ripreso.


perchè non si ripetano gli errori del passato..
NO ALLA DISCARICA DI SEZZADIO
NO TERZO VALICO