mercoledì 26 marzo 2008

una belinata...

Avanzano gli anni e bisogna rimediare...questo è il nuovo modello di apparecchio acustico che pensavo di acquistare...

martedì 25 marzo 2008

Del dolore...

Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conosenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinchè il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
E se riuscite a custodire nel cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia.
Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avete sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore, ma siete voi che allevate il vostre angoscie dentro il petto.
E il dolore non è che l’amara pozione con la quale il medico che è dentro di voi guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in silenzio e in serenità. Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell’Invisibile.
E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

K. Gibran

.. questo dedicato a chi, consapevolmente o meno, riesce ancora a farci male, a chi ci tira in faccia due sberle di dubbi, facendoci traballare la terra sotto i piedi e risvegliando in noi le domande più profonde...
A queste persone, che considerano "realtà" ciò che tende a essere brutale o a farci male, soltanto perchè è quello che sono abituati a vedere...
Così voglio dire grazie a loro, capaci di buttarci nello sconforto più totale, perchè dopo averci dato uno scossone e lasciato i sensi traballanti, ci regalano la possibilità di ritornare a camminare sul nostro sentiero, un pò più nuovi e sicuramente più forti di prima, con il nostro bel cuore di nuovo in equilibrio...

martedì 18 marzo 2008


Nei tempi antichi si sopendevano le guerre per svolgere le Olimpiadi, oggi, che siamo molto più evoluti di quei quattro greci effemminati invece, facciamo finta che le guerre, le ingiustizie, l'oppressione di un popolo su di un altro, semplicemente, non esistano.
Perchè? Perchè sennò la Repubblica Popolare Cinese si arrabbia.
E allora nascondiamo il massacro e mandiamo la nostra bandiere a sfilare davanti al capo dei carnefici.
FREE TIBET!

martedì 11 marzo 2008

Un piccolo principe s'incammina...


.. E' il secondo libro che abbandoniamo su un treno, speranzosi, magari fiduciosi che qualcuno lo raccolga e si crei così una sorta di "biblioteca mobile"... Fatta di persone che non si conoscono, non si vedono, ma si scambiano libri, gusti, idee...
Mi fa impazzire immaginarmi il momento in cui un "preciso chissà chi", prende in mano il Libro e inizia a sfogliarlo...
Far sentire a quella persona che quel libro è lì per lei... non è stato dimenticato, ma è lì per lei, mi toglie per un attimo dall'idea di un mondo che calcola precisamente tutto, a cui non sfugge niente, in cui le persone faticano a guardarsi negli occhi... E mi fa entrare in un altro, fatto di libri che ci cercano (e ci trovano), emozioni che ci si siedono accanto, parole che abbiamo bisogno di sentire...
E poi, si, comprare un libro appositamente per questo scopo, è davvero figo... Sembra lo carichi di una specie di "onore"...
E così, lucido lucido e senza pieghe, se ne parte con il suo messaggio intatto, da regalare...



Buon viaggio...

Dei libri Abbandonati e Della loro Importanza


L'altro giorno ci stavamo interrogando sul'importanza di lasciare un determinato libro su un treno, in questi termini: è più importante lasciare un Proprio libro, quello che magari si è letto, amato e portato in giro con noi come fedele compagno di avventura, oppure comprarne uno appositamente scelto?
La conclusione a cui siamo giunti è che mentre nel primo caso il valore che attribuiamo al libro è in buona parte sentimentale (ci ricorda qualcuno qualcosa un qualche periodo della nostra vita) , nel secondo caso abbiamo la possibilità di lanciare un messaggio palese, uno spunto di riflessione, una sorta di firma. Il prossimo libro abbandonato andrà in questa direzione (quale sia il libro e i dettagli del suo abbandono ve li spiegherà poi l'altra redattrice di questo blog).
L'altra riflessione che facevamo è la seguente: qual'è il significato di un'azione di questo genere? come può essere recepita/considerata?
Io credo molto nell'intelligenza umana, e penso che la grande quantità di belinate che svariate scatole magiche ci scaricano addosso ogni giorno risponda in maniera neutra e indolore alla sete di conoscenza insita nella psiche umana. Mi spiego meglio: ogni cervello umano ha voglia di imparare, è aperto agli input, la società pensa a questo, tu ti siedi su una poltrona, e senza alcuna fatica la tua sete di conoscenza è soddisfatta, poco importa se anzichè sapere se Santiago ha riportato o no a casa il Marlin, abbiamo imparato che la nuova fiamma di X è Y che alla festa di W era arrivata a bordo dello yacht di Z.
Ora, noi prendiamo un tempo morto, un viaggio in treno, un tempo di attesa tra un luogo e l'altro e cerchiamo di rendere interessante questo viaggio, con in più la pretesa di avere insegnato qualcosa.
Davvero poco importa se qualcuno si porterà a casa quel libro, ci basta sapere che quella scritta, vergata di nostro (non mio io scrivo male) pugno, resta a ricordargli quel viaggio, e che magari un giorno, vinto dai rimorsi il Nostro riprenda quel libro e lo lasci di nuovo su un treno...

Alla prossima,
un abbraccio..

venerdì 7 marzo 2008

Nuovo Arrivato

E' un bel po' che aspettavo di scrivere questa roba qua..
bene, bravi...
era ora che partisse la seconda generazione di Tristessawarhol, e chi poteva dare inizio alle danze se non il Leader ? :P

E poi, visto che con le parole non sono troppo bravo metto su sta roba qua...
da parte mia e di Mary (psst...se vuoi aggiungere qualcosa fai pure neh)..


giovedì 6 marzo 2008

Assolutamente egoisti

... non voglio fare di voi degli assistenti sociali, dei missionari, o cose del genere;
voglio che siate assolutamente egoisti.
Come prima cosa, cerca di conoscere chi sei:questo è il primo principio dell'egoismo. Innanzitutto, cerca di amare:questo è il secondo principio dell'egoismo. Ama te stesso, in modo da poter amare gli altri. E il terzo principio dell'egoismo è:vivi il momento con gioia, in celebrazione...
E qualcosa comincerà ad accadere attraverso di te. Diventerai un elemento scatenante...
Questo è tutto ciò che puoi fare...


Chissà che messo qui, io non me lo ricordi un pò di più...
Perchè è proprio lì che desidero forte andare...

mercoledì 5 marzo 2008

Incroci




INCROCI

(una riflessione)

Quante volte nella nostra vita incontriamo qualcuno, ne incrociamo lo sguardo, lo urtiamo accidentalmente?

Quante volte, camminando per la strada o semplicemente pensando ai fatti nostri siamo stati presi da una strana inquietudine, come quando si è innamorati, ma diversa perché in quel momento innamorati non lo eravamo?

Quante volte ci è tornato alla mente un evento, un fatto , del tutto fuori contesto, a cui prendeva parte qualcuno distante e altrettanto fuori contesto dalle nostre vite, ma il cui volto è ben chiaro nel nostro ricordo?

Quante volte, ben consci delle qualità ideali da noi preferite nella compagna ideale, siamo stati con qualcuno, la mente continuamente impegnata nel cercare, o nel fingere di aver trovato anche solo una di quelle qualità?

Quante volte ci siamo guardati, riflessi in uno specchio, per leggere che non avevamo trovato e non stavamo cercando, e quante volte con cupa rassegnazione abbiamo scacciato quel pensiero?

E in questi casi, quante volte la mente ha dovuto convincere il cuore che stavamo facendo la cosa giusta, qualunque essa fosse, e che in ogni caso non avevamo altra scelta?

Quante volte abbiamo visto infrangersi in mille pezzi quelle che sapevamo finte speranze contro il muro della realtà?

Quante di queste volte il cuore libero dagli stretti panni in cui lo avevamo fasciato ha ripreso il controllo sulla mente e ha ricominciato da dove era rimasto?

Ma, e se vi è capitato, vi é capitato una volta sola, a nostra insaputa ben disposti nell'animo, abbiamo incrociato uno sguardo, abbiamo ascoltato il suono di una voce, abbiamo osservato la grazia di un gesto.

Quella volta la mente ha taciuto,il corpo fremente ha riconosciuto il proprio complemento, ci siamo scoperti nel dire e nel fare cose fino ad allora serbate gelosamente, perché già destinate.

Quella volta abbiamo iniziato una frase per udirla terminare da Lei, quella volta ci sono tornate alla mente tutte le volte che avevamo incrociato la Sua strada.

E il cuore, silente, dopo un dosso un salto e un capitombolo ha ripreso il suo lavoro.

Quella volta Abbiamo gioito,

perché era il primo giorno del resto della Nostra (gioiosa) vita.


Eh già..questa è un'idea, uno spunto per un corto, così...riflette un po' cose che ho fatto e vissuto, e nel finale soprattutto, come mi sento adesso...dopo un certo incrocio avvenuto quasi 6 mesi fa.

ciau neh

lunedì 3 marzo 2008

L'incipit

Appunti Partigiani
Beppe Fenoglio

San Rocco

– Tòrnaci. Se te la senti tòrnaci. Ma sappi che ogni volta passeranno con camion e mitraglie e cani per quelle colline dove tu sarai, io mi sentirò morire. Ora vai.

Abbraccio mia madre, non stretta, che non senta col petto la pistola che mi sforma una tasca. Scendo nel prestino, lo traverso. Alla porta il fornaio di Bellonuovo mi mette la mano nella mano e in tasca un cotechino incartato. Gli sono grato che non mi parla di rifletterci bene, pesto i piedi per aggiustarli negli scarponi, e vado. È già buio e molto freddo. Non c’è luna, ma spunterà? Risalgo la provinciale Alba-Acqui per un duecento metri, taglio in un prato in salita e sono sulla stradina di San Rocco. Lì stacco il mio bel passo da campagna; paiono viaggiare con me le colline alla mia destra, che guardano la mia piccola città tenuta da loro. Ci vive la ragazza di cui sono, sarò sempre innamorato.

Beppe Fenoglio, non credo abbia bisogno di molte altre parole..