giovedì 14 maggio 2015

lettera ad una figlia prima di un battesimo imposto


"Cara figlia mia,
questo sarà un giorno decisamente infausto per me, poiché non sono riuscito ad impedire che tu subissi uno di quei riti con i quali gli uomini pretendono di rinchiudere, chi non ha capacità di discernimento, tra le strangolanti braccia di una religione che si professa unica detentrice della verità ultima delle cose. Con un’arroganza senza pari, una clamorosa ignoranza ed un lungimirante spirito affaristico, semplici uomini, qualche secolo fa, decisero che l’essere umano, fin dalla nascita avesse insito un peccato; un peccato che solo la corrotta fino al midollo chiesa di Pietro può togliere facendo lavare un bimbo di pochi mesi con dell’acqua ‘‘santificata’’ da un uomo buffonescamente vestito, che recita pappagallesche litanie.
Purtroppo, anche io, come te oggi, ho subito quel rito soggiogatore, quel sopruso. Ma il tuo papà ha rovinato i piani a qualche sedicente pastore che voleva un’altra pecora nel gregge, perché a partire da una certa età ha deciso, come pochi uomini nel corso della storia ‘purtroppo’, di andarsi a cercare la verità da solo, senza credere a nessuno, senza affidarsi a ciò che per tradizione è stato tramandato dai vincitori. Nessuno mai ti dirà la verità degli sconfitti, di chi si ribellò a re, dittatori, papi ed immeritevoli detentori del potere; non saprai mai, tranne che tu non ti innamori della conoscenza e vada a cercare, ciò che è stato volutamente nascosto o taciuto.
Sperando che, come sostenevano i latini ,il destino sia (anche) nel nome, ho insistito per chiamarti Aurora Sophia, più che un nome una breve frase che vuol dire Splendente Saggezza, quella che spero acquisirai avvicinandoti senza pregiudizio alcuno a tutte le branche del sapere, alle scienze, alle filosofie, perfino alla parte pura delle religioni, che qualche traccia di verità conservano ancora per chi sa nuotare sotto la superficie delle menzogne studiate a tavolino.
Non devi credere mai ad alcun dogma, figlia mia, ma se mai volessi farlo, mi sento di consigliarti di averne soltanto uno: quello dell’esistenza di un dio e di un mondo oltre quello fisico, ma non perché qualche pseudo dotto dice che sia così, non perché fu scritto nella notte dei tempi su polverosi libri di pietra, ma soltanto perché la presenza di un creato presuppone la presenza di un creatore e perché la presenza di una dimensione solida prevede l’esistenza di una dimensione sottile. Non occorre dare un nome, delle fattezze a Dio; non occorre andare in una chiesa, in una pagoda, in una moschea, in una sinagoga o in un tempio, sei tu il tempio, e rendendoti pura nelle azioni e nei pensieri e cercando da sola la verità senza lasciarti cullare dalle soporifere amache del sapere saputo, ti avvicinerai alla Sua luce; quella che i superstiziosi, gli ipocriti e i dogmatici per convenienza non vedranno per molto, molto tempo.
Non credere mai a chi ti dice di essere detentore di verità; non credere mai a chi ti dice di essere un pontefice tra l’uomo e Dio; non credere neanche a me; rispetta il punto di vista di qualsiasi essere umano, ma non lasciare che ti imponga nulla; sii così coraggiosa da professare sempre i tuoi credo, così aperta da avere il dubbio come compagno, così intelligente da non gettare le perle ai porci, così compassionevole da non pretendere che tutti ti comprendano. Non mi sento di esporti maggiormente il mio pensiero, lo farò quando sarai tu a chiedermelo nel giorno in cui sarai capace di discernere e affamata di conoscenza al punto da avere un simile desiderio.
Il mondo attuale, quello in cui sei arrivata, è impregnato di materialismo. Perfino quel rito che chiamano battesimo, un tempo fatto da uomini consapevoli ed illuminati, oggi è divenuto soltanto un inno alla superstizione ed al consumismo. Riceverai oggetti che raffigurano simboli il cui originale significato è edulcorato, riceverai soldi e oro che un giorno spero userai per comprare libri, studiare e viaggiare per allargare gli orizzonti mentali. Da me riceverai soltanto queste piume d’ala; si tratta di un simbolo che può avere infiniti significati, ma per me, oggi, è il simbolo della liberta che ti avrei voluto donare, la libertà di scegliere e di non subire alcuna imposizione.
Perdonami se non ho lottato, se non mi sono imposto, ma avrei combattuto contro mulini a vento come Don Chisciotte. E non preoccuparti, quel rito non ha nessun potere coercitivo sulle persone, te lo dimostra tuo padre. Mi auguro di cuore che da me tu possa prendere quel sano spirito di ribellione all’ingiustizia, quella voglia di essere vivo originale in mezzo ad un oceano di morte fotocopie, quell’incontenibile fame di conoscenza e verità. Mi auguro che quelle piume appartengano un giorno ad una donna libera, che possa con le sue ali sollevarsi dalle bassezze del mondo e scrutare la vera essenza delle cose. Mi auguro che tu sia un’eretica, ossia una persona che sceglie liberamente il proprio credo ed il proprio destino. Sei in un periodo storico ed in un luogo nei quali, per fortuna, puoi farlo; un tempo quelli come tuo padre venivano torturati e poi arsi sul rogo. Tienilo in considerazione, ed onora la memoria di quei martiri del libero pensiero che proprio per le future generazioni, e quindi anche per te, hanno sacrificato la loro vita. Sono quelli gli eroi, i miti che ognuno di noi dovrebbe avere.
Oggi non ti è stato tolto alcun peccato , perché non ne avevi commesso alcuno, oggi non ti è stata imposta alcuna religione ed alcun marchio, oggi è soltanto uno di quei giorni in cui sei stata costretta ad indossare tuo malgrado una maschera per far sorridere gli spettatori, ma un giorno saprai che fuori dal teatro c’è tutta un’altra storia e che tu sei molto di più di ciò che il mondo vuole farti credere.
Il tuo papà in questa limitata dimensione"
Alessandro Frezza